Zmagovalka italijanskega izbora za Evropski pesniški turnir 2012 je Daniela Raimondi

05 oktober 2012

Zmagovalka italijanskega izbora za Evropski pesniški turnir 2012 je Daniela Raimondi

The winner of Italian selection for European Poetical Tournament 2012 is Daniela Raimondi.

Strokovna komisija, v sestavi Giovanni Tuzet, Gabriella Musetti, Stefano Guglielmin je za najboljšo pesem na italijanskem izboru za EPT 2012 izbrala pesem Ritratto.

 

Ritratto

 

Aveva lavato i più piccoli dentro il catino.

Sfregato col sapone le ginocchia, il collo,

la piega dietro le orecchie. 

Il fuoco era acceso.  I corpi fumavano.

 

Aveva lustrato le scarpe, spazzolato le giacche,

messo un nastro nei ricci della bambina.

Poi era uscita: il piccolo in braccio,

un altro per mano. 

I più grandi seguivano. 

Camminavano svelti, gli occhi abbassati,

i corpi stretti dentro i cappotti.

 

Quel giorno mia nonna andava a fare un ritratto.

Voleva una foto dei figli da mandare al marito. 

In Abissinia – dicevano,

a Natale il sole brucia ancora le pietre,

le donne hanno sguardi che fanno tremare le tigri. 

Lì, invece, l’inverno splendeva sui loro capelli,

il ghiaccio copriva i rami dei pioppi.

 

Il fotografo li compose come un mazzo di fiori: 

tre davanti e tre dietro. 

Aveva aggiustato le frange, poi i fiocchi, i colletti. 

Tutti fermi.  Sul viso hanno lo stesso stupore.

 

Li osservo.  Nella foto ogni cosa ha il suo posto:

la tenda di damasco, le schiene diritte,

la mano del primogenito sulla spalla del fratello più giovane.

Fissano l’uomo nascosto sotto il nero del panno. 

Nessuno sorride. 

Uno ha il cappello calato di sbieco,

l’altro indossa un maglione infeltrito.

Nella fila di dietro, mia madre: tredici anni, il viso sottile,

un vestito severo, nemmeno un accenno di seno.

 

Mia nonna manderà quella foto al marito. 

Scriverà che tutti crescono bene,

che il più piccolo ha messo due denti,

che deve comprare scarpe nuove, e le maglie, e i quaderni.

Tacerà del freddo che ghiaccia i canali,

del gelo che s’attacca sui vetri, dell’olio finito. 

Tacerà del settimo figlio che già calcia nel ventre.

 

È successo l’ultima volta.

Era tornato con addosso l’odore dell’Africa.

Ogni notte saliva sopra il suo corpo

e spingeva nel buio.

–  attento a non fare rumore, attento

che i bambini poi sentono... –

 

Poi restava in silenzio:

gli occhi fissi sulla finestra,

e la paura che lui le piantasse nel ventre

un altro bambino.

 

Adesso gli spedisce la foto.

Non gli dice del figlio che le ingrossa le vene.

Non vuole parlargli del peso che già preme contro le ossa

e reclama il suo pezzo di letto, un lembo di fame, una voce,

la saliva che brilla

e già scava il suo nome nel buio.

 

Daniela Raimondi

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